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Antonio Conte è questo, inutile far finta di cadere dal pero.

Anzi, a me pare impossibile che gente come Sconcerti si svegli solo adesso.
Il personaggio si conosce, fin dai tempi del Siena e del Bari (se non addirittura dell’Arezzo); e se davvero contasse l’allenatore, vinceremmo questi Europei in carrozza.
Purtroppo, conta ma fino ad un certo punto: come tante altre cose che riempiono la bocca e vanno tanto di moda, tipo “l’organizzazione tattica”, “l’approccio alla gara” o il “gruppo”.
Contano almeno fino a quando, poi, ti imbatti in Darmian.
E lì capisci come, alla fine, la differenza la facciano altre cose che con un allenatore c’entrano poco o niente. Tipo la qualità di un calciatore, la sua personalità e (non ultima) la sua condizione atletica.

Conte è, probabilmente, il miglior tecnico che abbiamo.
Nessuno, nemmeno Mourinho, ha quel talento di saper spremere il cento per cento dai propri calciatori: alla Juve lo sanno bene, perché (piaccia o no) è proprio lui ad aver inventato il Quinquennio. Allegri, che ne ha preso il posto, si è meritato gloria eterna per come ha saputo gestire la “normalizzazione” (roba tutt’altro che facile, va detto), ma è innegabile che l’incendio lo abbia appiccato Conte, e che la Rivoluzione sia cominciata con quei metodi lì.
Poi, si sa, in Italia la Juventus è una fede. A volte è addirittura una Chiesa, con i suoi milioni di fedeli: e , nelle Chiese, sappiamo la fine che fanno gli “eretici” (perché così, agli occhi degli Juventini, è apparso Antonio Conte).
Spesso si bruciano sul rogo. Sennò si cancellano dal calendario, in una specie di “damnatio memoriae”.

Intanto, a pericolo scampato, sono saltati fuori quelli che “lo sapevano già”.
Le più gettonate: “Eh, ma se Hazard fosse così bravo, lo avrebbero già preso al Barcellona.” e “Eh, ma se Fellaini era così buono, il Manchester non faceva mica settimo in Premier League”. A ruota “Eh, ma se Witsel gioca ancora in Russia un motivo ci sarà” e “Se De Bruyne vale 70 milioni, uno come Messi quanto dovrebbe costare?”.
Anche questo è uno sport abbastanza diffuso. Personalmente, rimango dell’idea che il Belgio sia meglio di noi. La differenza l’ha fatta una buona tenuta fisica azzurra (anche se l’ultimo quarto d’ora eravamo in bolletta), alcuni elementi abbastanza in forma (dico Candreva e Bonucci, per esempio) e la difesa della Juve, che è l’unico reparto di livello internazionale che abbiamo (ma anche questo lo sapevamo già).
E, se posso permettermi, un po’ di supponenza da parte loro. Che si sono sentiti dire “bravi” un po’ troppo spesso, ultimamente.

E quando l’autostima diventa autocompiacimento, si perde.
Anche se sei primo nel ranking

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