Contrordine.
Con il Belgio, forse, era meglio perdere.
E quindi, abbiamo fatto una fatica inutile.

Perché adesso rischiamo di trovarci tra le canne la Spagna o la Croazia, mentre da secondi prenderemmo il più abbordabile Portogallo, se non addirittura l’Ungheria.
Dice: “Eh, ma se vuoi vincere, prima o poi devi batterle tutte”.
Vero, ma la storia racconta anche di favolosi “buchi” nel tabellone: come nel 2006, quando con Australia e Ucraina ci si spalancò davanti un’autostrada che ci condusse fino in semifinale.

Calcoli a parte, dico che la Svezia mi piacerebbe batterla.
Per una questione di principio.
Mi sono stati simpatici fino al 2004, poi con loro ho chiuso; e non tanto per il biscotto, che quello passi. Ma combinato da gente che se la tira parecchio, e ci insegna ogni giorno (con il ditino alzato) come si deve stare al mondo, mi parve come minimo incoerente.
Quindi, che tornino nelle loro ridenti cittadine scandinave. Loro, e tutti i Larsson, Eriksson, Nilsson che ne riempiono gli elenchi telefonici.

Spagna e Croazia, però, le eviterei volentieri.

Con la Spagna non tocchiamo terra da almeno dieci anni, dopo averli suonati regolarmente nei precedenti novanta.
Non hanno interpreti di grido in attacco, ma solo perché al Barcellona e al Real i posti sono tutti occupati, però è la squadra con più qualità tecnica e (non trascurabile) con più abitudine alla vittoria. E ne hanno lasciati a casa alcuni che sarebbero titolari fissi in qualsiasi nazionale: a uno come Borja Valero, tanto per dire, noi avremmo riservato una Suite Presidenziale. Loro, lo hanno relegato nel sottoscala.

Con la Croazia abbiamo un rapporto complesso.
Di loro mi piace il difensore Srna, che a questo punto dovrebbe avere quattrocento anni: nel senso che quando hanno inventato la Croazia, lui doveva esserci per forza. A occhio, un tipo come Udovicich del Novara, o Ceccarelli del Cesena, che hanno attraversato indenni almeno trent’anni di album dei calciatori.
Spesso tiriamo in ballo questa famosa Jugoslavia, per indicare una melassa geografica che, in realtà, contiene almeno cinque popoli completamente diversi ( e che tra di loro si detestano). In questo caso, per esempio, i Croati stanno ai Serbi come i Friulani stanno ai Napoletani. Ma tant’è: l’importante, nei giornali, è generalizzare.
A Srna gli è capitata la disgrazia di perdere il babbo proprio nel bel mezzo del ritiro di questi Europei, e lui non ha nemmeno partecipato al funerale: “perché mio padre –ha detto- avrebbe voluto così”

Ed è proprio questo carattere che sarebbe meglio evitare.
Almeno per ora.

Annunci