Secondo me, si è persa una bella occasione.

Secondo me, si è persa una bella occasione.
Quindi, evitatemi le citazioni di De Gregori, gli “usciamo a testa alta” e soprattutto i “grazie lo stesso” che intasano Facebook da ierisera.
Magari, riservateli al fenomenale Galles, quando ( e se) uscirà con il Portogallo. O all’Islanda. E financo all’Albania, che se non ne perdeva due all’ultimo minuto, passava tranquillamente agli ottavi e incassava un risultato, quello si, epocale.

Intanto, avrei fatto di tutto per evitare i rigori.
Anche a costo di perderla prima.
Perché la storia ci insegna che nove volte su dieci ci dice male; perché non siamo buoni a tirarli, perché ci manca la freddezza necessaria e perché abbiamo si il miglior portiere di tutti i tempi, che però ha il difetto di Zenga: che parava solo quelli che gli tiravano addosso.
Ma questa del perdere ai rigori deve essere la conseguenza inconscia del “grazie lo stesso”… Nessuno ti crocifigge se perdi alla lotteria: e anziché i pomodori, all’aeroporto trovi tanti tifosi che ti danno pacche sulle spalle e sollecitano un selfie.

Conte ha gestito benissimo questa Nazionale. Col senno di poi, ha sbagliato le convocazioni, ma non si può fargliene una colpa; perché ad un certo punto si è trovato senza centrocampo e con una lunga teoria di attaccanti abbastanza inutili (Immobile, Bernardeschi, El Shaarawy).
Averlo saputo, uno come Jorginho, poteva farci comodo. Ma non si nasce indovini.
Sul resto, invece, farebbe bene a non insistere troppo: questa storia degli “stage” è una polemica stucchevole… Nel football di adesso, non se li permette nessuna Nazionale, e anche senza quelli abbiamo comunque dimostrato di essere una squadra.
Per un motivo semplice: perché abbiamo corso più degli altri. E credetemi che quando una squadra corre, le magagne tecniche e tattiche le nasconde molto più facilmente. A meno che questi famigerati “stage” non servissero per imparare a battere i rigori. O almeno, a batterli in modo più decente di quelli di Zaza e Pelle’.

È una Nazionale, quella che eredita Ventura, tutta da valutare.
Gli uomini che ci sono parsi i migliori, sono però quelli più avanti con l’età (Buffon, Barzagli, Chiellini, lo stesso De Rossi). Aspettando chi potrà sostituirli (Donnarumma? Rugani? Romagnoli? Verratti?), vi dico di cosa avremmo un disperato bisogno: di un attaccante italiano che possa essere tra i primi tre-quattro più bravi del mondo.
Quello che è stato Gigi Riva, per esempio. O Roberto Baggio.
L’ultimo che abbiamo avuto, a memoria mia, è stato Christian Vieri: che, peraltro, non è che abbia fatto sfracelli. Almeno in maglia azzurra.

E qui, do’ un’occhiata alla classifica cannonieri del campionato italiano e mi viene il magone. Ci sono Higuain, poi Icardi, Bacca e Dybala.
Il primo dei nostri è Maccarone, che ha trentatré anni e gioca nell’Empoli.

Ed è proprio da qui che dovrebbe partire la prima riflessione.