Il divismo porta anche a queste incongruenze.
E cioè, che si possa scrivere un libro di memorie a ventitre anni.

Passi un romanzo d’appendice, o al limite un bel saggio sullo sbarco in Normandia (di autori precoci, ne conosco un sacco). Ma un libro sulla propria vita a ventitre anni, credetemi, è roba pesante. Ero fermo a Chateaubriand, che prima di tutto era un genio: e prende carta e calamaio solo dopo aver vissuto (da protagonista) ancien regime, età napoleonica e restaurazione. O magari a Giacomo Casanova, che sente approssimarsi la fine e decide di raccontarci (da par suo) il settecento.
Ma siamo diventati gente di bocca buona, evidentemente. E un paio di gollastroni rifilati al Palermo e all’Udinese bastano e avanzano per entrare nel catalogo Mondadori.

Fossi stato in Icardi, semmai, avrei aspettato un ciccino.
Magari di vincere una Coppa Italia, o anche giocare la prima partita con la sua Nazionale (dove non lo hanno ancora convocato). Ma tant’è: le case editrici sono brutte bestie… Quando avvertono l’odore del sangue, si gettano a capofitto: ti trovano uno scrittore fantasma (il “ghost writer”), e tu gli racconti un po’ di cose da mettere giù in un buon italiano.
Magari un pò pruriginose (e lì bisogna ammettere che Icardi un po’ di materiale può fornirlo). Meglio ancora qualcosa che alzi il polverone, a uso e consumo di quel pubblico che decreta buoni ascolti alla De Filippi e che spende venti euro per vedere da vicino il pur ottimo Rocco Siffredi e il ben meno meritevole Fabrizio Corona (succede anche questo).

Missione compiuta.
A questo libro è andata quella che a Roma chiamano “l’acqua per l’orto”: intanto, la contestazione degli Ultras dopo un paio di frasi che non sono piaciute (e già questo non è male, a livello di lancio pubblicitario). In più, un rigore decisivo sbagliato con il Cagliari, che sembrava fatto apposta per guadagnarsi le aperture dei telegiornali.

Nonostante questo, però, non comprerò questo libro, ve lo dico subito.
Non mi interessano gli Ultras, la loro “mentalità” e la loro perenne ricerca di visibilità. E d’altronde non mi interessano i particolari del menage a trois con Wanda Nara e Maxi Lopez che ha imperversato su Twitter per molti mesi: considero Icardi, quello si, uno dei centravanti più interessanti in circolazione: e mi sarebbe piaciuto conoscere alcuni aspetti del suo percorso… Ma non adesso.
Magari a carriera finita, quando ci sono molte più cose da raccontare, aneddoti da divulgare, personaggi da descrivere : soprattutto, quando la maturità e un po’ di disincanto consentono di affrontare i temi nel modo migliore e più appetitoso per il lettore… Come hanno fatto, per esempio, il tennista Agassi e Jorge Valdano, le cui autobiografie sono dei piccoli gioielli.

Ma qui, basta far casino.
E tutto fa brodo pur di portare a casa due lire in più, evidentemente.
Che già si guadagna così poco.

Annunci