Io mi metto nei panni di Allegri.
Ma anche nei panni di Piero Bondi, per esempio. O di Andrea Rossi.
Che son partiti da Montepulciano e ci hanno deliziato tutto il pomeriggio con bellissimi selfie dallo Stadium. Oppure nei panni dello Juve Club Bisceglie… Che si fa millesettecento chilometri di pullmann e poi si sente dire: “Embè? Che volete da noi? Ve l’avevamo detto che prima di marzo, non si vede niente…”.
Allora (la butto là) potreste cominciare a far entrare gratis la gente allo stadio; o quantomeno ad abbassare il prezzo dei biglietti, che se uno sa in partenza che sarà un brutto spettacolo, eviterà di farsi rapinare 90 euro per un posto di tribuna appena decente.

Non entro nel merito della partita, sia chiaro. Oggi i giornali son pieni di calciatori che tre settimane fa camminavano sulle acque e adesso sono diventati improvvisamente da impalare… E’ la tipica schizofrenia di chi parla di pallone ventiquattr’ore al giorno, e deve pur riempire una pagina bianca o un palinsesto radiotelevisivo; e se la regola vale per l’Inter, è giusto che valga anche per la Juventus, il giorno che non se la passa bene.

Dico, però, che tutta questa scienza applicata al calcio, comincia a stuccare.
Non mi fido più dei droni, dei dati sul possesso palla e dei carichi-scarichi. Di passaggi effettuati, chilometri percorsi e di colorare in azzurro le zolle del campo dove si è camminato di più.
Che poi portano sempre alle solite conclusioni (e giustificazioni): a settembre manca l’amalgama e a novembre c’è Tizio con il risentimento al soleo; a dicembre fa freddo e a gennaio ci sono i terreni ghiacciati. Poi arriva aprile, ed i primi caldi, e conseguentemente non si corre più.

Magari ha ragione Allegri, intendiamoci. E a marzo vedremo davvero uno spettacolo favoloso, tipo quei cartoni animati giapponesi dove si fa gol da centrocampo dopo un triplo salto mortale… Però, metti che tutte le squadre abbiano avuto la stessa idea di Allegri: in quel caso che facciamo nei sette mesi che separano l’inizio della stagione dalla primavera? Si potrebbe disdire l’abbonamento Sky, tanto per cominciare. O cambiarlo in qualcosa di più spettacolare del calcio fino a che non arriva marzo: tipo il canale dell’arte, dove trasmettono ottimi documentari su Rembrandt.

Oppure, mettiamo il caso che a marzo ti capitano un paio di infortuni. O un sorteggio balordo che ti mette davanti il Bayern Monaco, perché in autunno eri tutto impegnato a programmare marzo, e non ci hai dato dentro a sufficienza.
O magari, a marzo ci arrivi davvero in perfetta efficienza, con tutte le carte in regola… Però, sbagli formazione, o fai un paio di sostituzioni a capocchia. O addirittura un tuo calciatore (mettiamo Evra) ti sbaglia un rinvio al 91° e tu esci fuori ugualmente. Perché il calcio è anche quella roba lì.

E in quel caso, che ci diranno i video-analyst, e la loro scienza applicata?
Che bisogna aspettare il marzo successivo?

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