Mi convinco ogni giorno di più che gli arbitri sono un alibi fenomenale.
Soprattutto per chi (come noi) non è buono a vincere.
“Sullo zero a zero, quel sudicione ci ha negato un rigore grosso come una casa”, mi disse tutto scandalizzato un allenatore di seconda categoria. Omettendo che la partita in questione, poi, era finita sei a zero per gli altri, e la sua squadra aveva oltrepassato metà campo un paio di volte.

Il Presidente della Samp si è dimenticato di dire questo, sabato sera: che non siamo buoni a vincere.
Avrebbe dovuto premetterlo, fosse stato un uomo di sport come lo era Mantovani (che non forniva alibi ai suoi calciatori). Poi, lo avremmo ascoltato con interesse sull’espulsione di Silvestre, sul fuorigioco di Gabbiadini e sul recupero-fiume… Ma non prima di aver ammesso che una partita come quella, una squadra che si chiama squadra la porta in fondo. E se becchi gol al 49.53 da uno che si chiama Tonelli, non ci sono scuse che reggono. Nemmeno se l’arbitro è Hitler in persona, o il redivivo Tamerlano. Il cui sadismo lo portava a scuoiare vivi i nemici.
Ma capisco che in Italia i Ferrero vanno di moda.
Soprattutto tra i tifosi dal lamento effettivo permanente; tipo quelli che prendevano venti punti dalla Juve e poi ne incolpavano Agnelli, che regalava le Fiat Rimo agli arbitri.

In ogni caso, stia tranquillo, Ferrero. Perché l’avvenire è roseo, per i puri di cuore.
Tra poco arriverà la Moviola in campo, finalmente… Per la gioia del mio Aldone Biscardi e di tutte quelle anime belle che vedranno i tanto attesi scudetti, combattuti onestamente tra Cesena e Catanzaro.
E la giustizia che finalmente trionferà.

E dove non arriverà la moviola, arriveranno i Cinesi. Che al football hanno lanciato un’offensiva niente male, (se non ve ne siete accorti)… E i 42 milioni annui a Tevez non si sa più se classificarli alla voce “ridicolo” o “mostruoso”.
O tutti e due.
Se sono veri, mi hanno ricordato la barzelletta del miliardario russo. Quello che compra una brutta cravatta a 300 dollari e poi trova l’amico che lo prende in giro: “Ti hanno fregato… In un negozio ne ho trovata una uguale che ne costava 500”.

Non c’è da sottovalutarli, comunque.
Dopo Lavezzi è arrivato Gervinho. Poi Graziano Pellè e adesso Tevez.
Arriveranno Ibra (scommettete?), poi Cristiano Ronaldo e ovviamente Messi. Lo Shangai Shenhua diventerà in breve la squadra più famosa del pianeta, e non avranno più bisogno di sbavare dietro al Real Madrid o al Barcellona… Roba che alla Juve sarà cara grazia se gli resta Sturaro; e al Manchester City, magari, faranno salti di gioia nel trattenere Zabaleta.
E i nostri sbandieratissimi campionati (Liga, Premier, serie A) faranno la stessa fine dei Sudamericani: che erano pieni di calciatori favolosi e di squadre meravigliose (Il Penarol, il Santos, il Colo Colo) e sono diventati poco più dell’Arci Uisp amatoriale.

La strategia è chiara.
Lo hanno già fatto con il manifatturiero… Vi compriamo il know-how, vi succhiamo via la tradizione e vediamo cosa vi rimane.
E allora, mi viene un’idea.

Esportiamogli Ferrero

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