Ci rovina il conformismo.
Non i rigori dati o non dati (che prima o poi, toccano a tutti).

Ma a dire questo, si rischia di passare da bischeri, come minimo.
Se non addirittura da Juventini, che certe domeniche sembra una colpa grave; come quelli che si iscrivono ad un partito neonazista.
Invece, sono proprio queste valanghe di polemiche, e il conformismo che si tira dietro, a retrocedere il calcio italiano; da vetrina internazionale a campionato periferico, con i diritti tv che non li vogliono più neanche in Laos, e nemmeno se glieli tiri dietro.

Se si riduce tutto ai rigori, beh… Al Napoli ieri ne hanno appena regalati un paio. E all’Atalanta ne hanno negato uno solare sullo zero a zero, prima di subire quella sverniciata dall’Inter.
Però, questo conformismo si paga.
In moneta sonante.
Perchè tutte queste sedicenti vittime del sistema, poi, hanno la resa dei conti in Europa: dove, infatti, facciamo una figura da cialtroni dietro l’altra.
Passi per il Napoli, sopraffatto abbastanza nettamente dal Real Madrid; ma che dire dell’imbarcata della Roma a Lione? O della Fiorentina che ne prende quattro in venti minuti dal Gladbach? o dell’Inter, che viene infilzato due volte da una squadra israeliana che non vale l’Empoli?
O vogliamo dare anche lì la colpa alla Juve, che tra l’altro in Europa è quella che ci rappresenta meno peggio?

Alla fine, tutto questo conformismo ci ha rovinato.
E tutte queste moviole a reti unificate hanno finito per convincerci che dietro una sconfitta c’è sempre una spy-story da raccontare, e un Presidente del Napoli che ci crede (o fa finta di crederci).
Dimenticando un particolare, nemmeno troppo ozioso: e cioè, che quando il Napoli aveva Maradona, vinceva tranquillamente, e senza nemmeno troppi problemi. E così il Milan, quando aveva Van Basten, la Roma, quando comprarono Batistuta e persino l’Inter, quando i miliardi che davano a Recoba decisero di devolverli a Ibra, o a Eto’o…
Poi, un bel giorno questi campioni sono spariti; e, conseguentemente, anche gli arbitri sono tornati ad essere i cornuti di sempre.

I risultati che ha prodotto questo conformismo sul calcio italiano, invece, sono sotto gli occhi di tutti.
Paradossalmente, finirà per danneggiare proprio la Juventus.
Che dovrebbe esserne la prima beneficiaria, e invece proprio per la pochezza degli avversari si è ormai ridotta a giocare si e no venti minuti a partita… Quelli appena sufficienti per vincere senza nemmeno sporcarsi troppo.
E siccome in Europa, di minuti bisogna giocarne novanta (al Barcellona l’altro ieri ce ne sono voluti novantasei), vedrete che faticaccia faranno quando si tratterà di fronteggiare non tanto Bayern e Real, bensì l’Atletico Madrid, il Borussia Dortmund e persino il Porto, domani sera.

Questo, e non altro, intendeva Fabio Capello quando parlò (tempo fa) di “campionato non allenante”.
Ma capisco che parlare di rigori e fuorigioco sia più facile.

E più consolante, anche.

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