Oppure della mia piccola Samp che ha ceduto Skriniar per 30 milioni di euro. Ma, dico: avete mai visto giocare Skriniar?

Per la fiducia che ho nei Manager, in quelli che si laureano alla Bocconi e poi fanno il Master a Boston, sono arciconvinto che faremo una brutta fine.

Per la simpatia che nutro nei loro confronti, arrivo a dire che ne sarei quasi contento.
Se solo non ci fosse di mezzo il football, purtroppo.

Di certo, questa girandola spropositata di quattrini ha tutta l’aria di una bolla speculativa. Che prima o poi scoppierà (non immagino con quali conseguenze).
Gli esperti parlano di rating, asset, factoring… A me viene in mente quel tale di Monteroni, al quale un bel giorno la banca consegnò un libretto di assegni. E lui, infatuato da quei pezzi di carta, spese talmente tanti soldi da sforare in pochi giorni il fido consentito.
“E adesso?” gli chiese furibondo il Direttore di filiale.
“Nessun problema” ribattè lui tutto serafico “Vi firmo subito un assegno, e copriamo il debito”.

Premetto che non sono uno che si scandalizza. Conosco le regole del mercato, e se a Daniel Craig danno 150 milioni di dollari per saltare giù da un grattacielo e fracassare auto potenti, avranno i loro buoni motivi… Così come li avranno gli sceicchi del Qatar a spenderne 222 per Neymar, senza star lì a farla tanto lunga sull’operaio alle presse che ne guadagna di meno.
Il mondo va così.
Punto.
C’è chi è fuori, e c’è chi è dentro. La cosiddetta lotta di classe è questa roba qui: chi è fuori, vuole entrare dentro, possibilmente senza farsi troppi scrupoli.
Quelli che sono dentro, col fischio che ti aprono.

Neymar,con i suoi procuratori, è dentro: l’operaio che sta alla pressa, è fuori.
E che si arrangi… Perché di rivoluzioni non se ne parla più; o, almeno, nessuno ha voglia di farle, con questo caldo. Al massimo, posta su Facebook la foto del contachilometri che indica 42 gradi.

C’è qualcosa dietro, a questa spropositata massa di denaro che arriva non si sa da dove.
Io non lo so, “perché non ho studiato”, come si giustificava il povero Zinzi quando gli domandavano l’ora. Ma qualcosa deve pur esserci.
L’altro giorno parlavano di M’Bappè del Monaco, che costa 180 milioni di euro; ma, dico, avete idea di cosa siano 180 milioni di euro? Oppure della mia piccola Samp che ha ceduto Skriniar per 30 milioni di euro. Ma, dico: avete mai visto giocare Skriniar?
E poi di Raiola, che ad ogni sessione di mercato si mette in tasca dai 40 ai 50 milioni di euro… E io dico: ma lo avete visto in faccia, Raiola?

Però, mi ricordo del 2008… Quando volavano fixing e bond come se piovesse, e poi ad un tratto fecero il botto. E le fabbriche che avevano venti operai se ne trovarono ad averne quindici, poi dieci, poi cinque e poi nessuno.

Per scoprìre, alla fine, che tutto quel giro di quattrini era servito ad arricchirne tre o quattro, che erano rimasti dentro.
E a mettere nei guai i restanti cinque miliardi.

Che, invece, erano rimasti di fuori.