Anche la Coppa dei Campioni edizione 77-78, fu una gran bella edizione.

Io, me la ricordo bene.
Con gli occhi del ragazzo che ero; e che la mattina a scuola doveva decidere come investire gli spiccioli di giornata… Il panino per la ricreazione, o la Gazzetta dello Sport (che costava trecentocinquanta lire)?
Ma era un dilemma che, quando giocavano le Coppe, nemmeno si poneva.

Mi incuriosivano le squadre che venivano eliminate nei primi turni; le scandinave, soprattutto. Piene zeppe di centravanti che facevano altri mestieri, perché il professionismo come lo intendiamo adesso, non esisteva ancora. E il giorno dopo, al bar, c’era sempre quello che arrivava con il sorrisetto sulle labbra: “zitti voi, che vi ha fatto rete un elettricista…”. O un idraulico. O un postino.

Si fece onore, la Juve, in quell’edizione.
Uscì solo in semifinale, malissimo peraltro: dopo due autentiche battaglie con il Bruges, che misero a repentaglio le coronarie di tutti i tifosi bianconeri.
I Belgi, all’epoca, erano quanto di peggio ti potesse capitare: giocavano duro, ma tatticamente erano grandiosi… E il fuorigioco, lo facevano meglio degli Olandesi. La Juve fu eroica, e cadde solo al 118’; per un gol di Vandereycken (che poi venne al Genoa) ed un arbitraggio che scandalizzò persino la mia povera nonna.
In finale, poi, ci pensò il Liverpool, a metterli al loro posto.

Ma di quell’edizione, la partita che mi ricordo meglio si giocò esattamente quarant’anni fa. Il 15 marzo del 1978: ritorno dei quarti contro l’Ajax, dopo l’1-1 dell’andata, ad Amsterdam.
La Juve era quella di acciaio, con Furino, Benetti, Tardelli e Causio nel miglior centrocampo italiano mai visto. Grande Torino escluso.
L’Ajax era forte, ma in netto declino: esibiva, per l’occasione, una sgargiante maglietta gialla che mi impressionò moltissimo. Perché le partite, allora, si vedevano in bianco e nero; ma successe che un vicino di casa aveva appena comprato la televisione a colori, e proprio quella sera mi aveva gratificato di un invito.
In questi casi, non consulto mai Wikipedia e vado a memoria… Quindi, mi sembra gol di Bettega e poi pareggio loro con un tipo dal nome buffo che adesso, però, non mi sovviene. Poi, lo sfinimento fino ai calci di rigori, che premiarono la Juve.
Fu, debbo ammettere, una serata magica: la qualità della partita, la gioia del mio vicino di casa che era (e lo è tuttora) Juventino perso, e soprattutto la tv a colori. Che mi aveva lasciato letteralmente a bocca aperta.

La mattina seguente, a scuola, niente panino. Ma vuoi mettere con la copia della Gazzetta, da leggere avidamente durante la ricreazione? E chissà quanti aggettivi avrei scoperto, nei resoconti della partita… Quale voto era toccato a Scirea (che aveva giocato benissimo) e quali dichiarazioni aveva rilasciato il grande Dino Zoff.

Ma la ricreazione, quella mattina, non arrivò.
Arrivò invece il Direttore Didattico, con la faccia scurissima: e ci disse che era successa una disgrazia, e la scuola chiudeva in anticipo. E che, tra poco, sarebbe arrivato il pullmino per riportarci a casa.

Ero poco più che un bambino.
E questo è il mio ricordo del 16 Marzo 1978.FB_IMG_1521128268415

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