Sono stato molto felice, quindi, quando i ragazzi di Gracciano mi hanno chiesto di poterla mettere finalmente in scena.

“La Badante del Paraguay” è una cosettina che scrissi qualche anno fa per una bella serata paesana. Che poi, purtroppo, non andò mai in scena.
Perché le piccole filodrammatiche hanno mille pregi, ma anche un difetto: e cioè, che devono essere orologi svizzeri, dove si combinano magicamente i mille impegni lavorativi e familiari dei protagonisti che ne fanno parte (attori, suggeritore, regista eccetera).
Se le cose non si incastrano alla perfezione, ecco che saltano le prove, i costumi, le scenografie; e la recita, alla fine, si rimanda e poi non si fa più… E questo successe anche alla “Badante”.

32690339_1497910763654354_8718548246672179200_n.jpg Ad Acquaviva, tra l’altro… In un teatro molto carino, che ha cartelloni interessantissimi e una notevole tradizione.

“La Badante del Paraguay” è una storia simpatica, alla fine. Molto bar sport, molto “vita di paese”: irrobustita, credo, dalla verve di quei ragazzi che non mancheranno di caratterizzarlo con il loro slang senese-chianino (con le tipiche inflessioni che si ascoltano nella striscia che parte da Rigomagno e arriva fino a Chiusi).
I protagonisti sono lo Steni e il Brogioni (rigorosamente per cognome); due cugini diversissimi tra loro, titolari di un’avviata officina meccanica e che devono gestire i capricci di una vecchia zia… Che ha una bella eredità da distribuire, ma anche una furbissima “badante” alle calcagna che renderà la vita difficile ai due protagonisti.
E che reagiranno ognuno a proprio modo: evidenziando gli slanci, gli istinti e a volte anche le piccole ipocrisie che si nascondono dietro a queste situazioni… Che sono, né più né meno, le situazioni che molte famiglie (e non solo della Val di Chiana) vivono tutti i giorni.

Un piccolo spaccato della vita di tutti i giorni, preso di peso e portato sopra un palcoscenico. E condito con salsa (speriamo) gradevole e divertente.
Anche i due protagonisti sono fatti e pensati per evidenziare le diversità che sono il sale dei rapporti umani: lo Steni è il classico “uomo lavoratore”, che vive per la sua officina e sogna tubi e saldatura anche di notte. Il Brogioni (tifosissimo della Juve) non si perde una gara di briscola né una bicchierata con gli amici, né una battuta di caccia, o di pesca.
Insieme, dovranno gestire una situazione che produrrà colpi di scena e equivoci.
Ma che, pur in una dinamica apparentemente surreale, non sarà molto lontana dal nostro vivere quotidiano.

Spero tanto, se avrete tempo e voglia di vederla, che vi possa far trascorrere un’ora di allegria.