Forse dipende da Cristiano Ronaldo, e dal can-can di ieri; certo è che questo Mondiale è finito appena due giorni fa, e già mi sembra lontanissimo. Un piccolo puntino nella memoria, destinato a scomparire del tutto con il primo triangolare “Birra Moretti” in diretta televisiva:
Comunque, nemmeno lontano parente di quei Mondiali che con le loro storie, e i loro campioni, ti rimanevano dentro per anni.

L’organizzazione e le riprese tv sono state bellissime. Però, si è giocato dappertutto senza entusiasmo, senza voglia e senza poesia. E i protagonisti non ci hanno regalato nessuna emozione… Ho sentito dire che Mbappè ha replicato il Pelè del ’58; e chela Croazia di Modric è stata sorprendente come lo fu l’Olanda del Crujff .
Con la differenza, però, che del Pelè del ’58 e dell’Olanda di Crujff ce ne ricordiamo ancora adesso; mentre a Mbappè e alla Croazia di Modric diamo tempo venti giorni. Poi ci sarà il sorteggio dei gironi di Champions, e addio.
Non ci crederete, ma negli anfratti della mia testa ci sono tuttora, da qualche parte, i marcatori mandati a memoria di Italia Ungheria 4-2 del 1938: ma se mi chiedete le finaliste del 2010 e del 2014 mi mettete in difficoltà: e dico Olanda e Argentina, ma solo dopo essermi impegnato.
Stavolta ho tifato Francia, ma solo perché nella Croazia giocava Ivan Strinic.
Che racconta una storia abbastanza disgustosa, ma così disgustosa che gufarlo davanti alla tv mi è sembrato il minimo.

Il protagonista è questo tipo, terzino 31enne del Napoli; non abbastanza bravo, però, da entrare nelle grazie di Sarri, che come tutti gli allenatori dilettanti ha il vizio di far giocare sempre i soliti. E a lui preferiva invariabilmente Ghoulam e Hysaj.
Trattandosi comunque di un atleta in odore di convocazione, questo Strinic aveva comunque bisogno di visibilità. E l’abbiamo comprato noi, con contratto annuale da un milione di euro.
Fin qui, tutto bene. Anche perché questo Strinic, nella prima parte di stagione, non è andato neanche male: ed è sembrato migliore dei nostri Sala, Murru e Regini, che sono calciatori da Eccellenza, Promozione, ma è quello che possiamo permetterci.

Poi, deve essere successo qualcosa.
E non è nemmeno difficile immaginarlo; perché Strinic deve aver parlato prima con il suo CT (quello del rosario e dell’acqua benedetta) circa la sua convocazione, e poi con il suo Procuratore sul trasferimento a fine stagione al Milan, per il doppio dell’ingaggio.
E da quel giorno, questo Strinic non lo abbiamo più visto: ma proprio una roba insopportabile, quasi da prima ginnasio. Quando non si presenta il compito perché te l’ha mangiato il cane.

Sono così bastate tre-quattro partite giocate al Mondiale (dove si è ovviamente presentato in perfetta forma) per trasformare questo spettacolare rubastipendio in un eroe della patria. Ed un fantastico doppiogiochista-mangiapane a tradimento, in una specie di orgoglio nazionale.
Un campione esemplare, insomma, da applaudire e venerare come un santino: e le cui gesta con la maglia croata (se tanto mi dà tanto) serviranno al suo agente per bussare a quattrini alla sede del Milan fin da adesso: ancor prima, cioè, di aver dato il primo calcio ad un pallone.

Ecco il motivo perché i Mondiali non mi entusiasmano più.FB_IMG_1531824217673.jpg

Annunci