Tag

, , ,

Un libro non è mai una “fatica”, come vorrebbero farci credere gli scrittori veri.
Che in calce ad ogni recensione, che si tratti di un saggio o di un romanzo, esigono sempre la parolina magica: “vi presentiamo l’ultima fatica dello scrittore tal dei tali”.

In realtà, scrivere non è mai faticoso. O almeno, non lo è se si associa la fatica a qualcosa di serio: tipo una miniera o una fornace di mattoni. Tagliare il bosco o (di questi tempi) spargere il catrame su una strada, a mezzogiorno.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno scritto per dirmi che “Il Paese più sportivo del mondo”, lo hanno già tra le mani.
E’ un libro un pò deja-vu, dove si raccontano cose che tirano in ballo argomenti maneggevoli e leggeri, e che ho la presunzione di conoscere abbastanza bene. Il calcio, per esempio. Declinato in ogni sua latitudine.
Ma anche il ciclismo. E il biliardo, e quelle fantasmagoriche partite a tresette al bar dello sport.
Si racconta, più che altro, di quella gente che il bar dello sport lo frequenta… O meglio, lo frequentava. Perché scrivere significa ritornare un po’ bambini, e farsi prendere dalla nostalgia.
E a volte hai nostalgia persino di quando, al bar dello sport, si litigava forte: di lepri e di funghi, di donne e di pallone. E chi fosse meglio tra Comunisti e Democristiani, tra Claudio Villa e Gianni Morandi.
Tra Bartali e Coppi.

Siete tutti invitati a Montalcino, sabato sera, per la presentazione ufficiale. Con i vostri amici, la vostra fidanzata o moglie all’enoteca Svanen, che è un luogo fantastico e ci darà modo prima di tutto di parlare del libro, alle sette di sera: una cosettina veloce, perché poi ci sarà una degustazione-buffet e poi lo splendido spettacolo musicale di Mauro Galli e i Ri-cover sulla storia del football.

Grazie in anticipo a tutti

lancio2