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L’AC Chiusi, per chi se la ricorda, fu una specie di “esperimento” calcistico che durò una decina d’anni, o forse meno.
A cavallo tra gli anni ’70 e i primi anni’80, quando quella cittadina avvertiva forte il rapporto problematico e talvolta conflittuale tra “Chiusialta” e “Chiusistazione”.
Che chi non abita da quelle parti fatica a capire, ma era una cosa che esisteva davvero. E in parte (ma molto in parte, perché il mondo cambia) esiste addirittura adesso.

Che ci fosse intrigato dentro il mio amico Beppe Scarpelli, invece, non me lo ricordavo. Ma non ci voleva molto a capirlo, ripensandoci… Beppe è un uomo di sport autentico, e figuriamoci se poteva star fuori da un’idea del genere.
Soprattutto all’epoca, quando all’entusiasmo per un progetto si poteva allegare la forza e l’incoscienza dei vent’anni.

Io me la ricordo abbastanza bene, l’AC Chiusi.
Ricordo quelle maglie dove c’era quel po’di arancione da renderla simpatica, perché erano comunque gli anni del fascino olandese. Così come ricordo che a Petroio, generalmente, perdevano piuttosto nettamente. Almeno fino a un certo punto, quando si misero in testa di salire di categoria, e fecero uno squadrone.
Per esperienza so che in questi casi, novanta su cento, ci mette le mani qualcuno con del denaro in tasca. Generalmente, un imprenditore assai appassionato da voler vivere emozioni sportive, ma anche abbastanza vanitoso per voler veicolare la propria immagine di uomo di successo… Sono gli anni, più o meno, dell’operazione Berlusconi-Milan, a pensarci bene. E va detto che anche dalle nostre parti di imprenditori di successo, e di aziende che fatturavano bene, se ne contavano molte più di adesso.

Ma il successo sportivo, evidentemente, non fu di troppo giovamento, perchè l’AC Chiusi (se ricordo bene) in seconda categoria ci durò pochino. E quando retrocesse, non ebbe più nè la forza nè gli uomini per ricominciare dalla terza. E l’epopea, in pratica, si chiuse lì.

Domani sera, al Ristorante IL PINO, ricorderemo quei tempi lì. Con Beppe Scarpelli, e i tanti amici che di quella ormai lontana epoca sportiva furono i protagonisti.
Sono molto orgoglioso che, al momento di pensare alla dinamica della serata, il mio nome sia stato tra i primi ad essergli venuto in mente: è una cosa che mi lusinga, e che dà un senso alle molte attività che provo a svolgere nel nostro territorio.
“Il Paese più Sportivo del Mondo” è stato, infatti, una specie di ispirazione per la serata che andremo a vivere… Dentro quelle pagine ci siamo tutti, mani e piedi, e le atmosfere descritte sono esattamente quelle che i protagonisti della vecchia AC Chiusi vorranno rivivere e ripercorrere, almeno per una sera.

Appuntamento alle 19,30 per la presentazione del libro. Poi, ci sarà la cena e con Francesco Storelli organizzeremo qualcosa per renderla ancora più carina.

Per adesso, grazie in anticipo a chi verrà.LOC

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