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Il brutto è che c’entra la Juve.
E la Juve fa vendere i giornali, e aumenta l’audience delle sempre più asfittiche trasmissioni sportive.
Mica come il Frosinone, o il Cagliari. O come Lazio-Torino, dove l’arbitro ne ha combinate di tutti i colori, ma dopo mezzora non ne parlava più nessuno.

La Samp ha giocato benissimo. Adesso è (insieme all’Atalanta) la squadra che sta meglio, e ha gli uomini più in forma: per almeno venti minuti è stata addirittura padrona del campo, che era nientemeno che lo Juventus Stadium. Un posto dove, in genere, fanno tutti una brutta figura.
Per come ci siamo battuti, avremmo probabilmente meritato il pareggio, che Saponara aveva inopinatamente trovato a tempo ormai scaduto.
E anche in questo caso, seguendo il sillogismo-Buffon, si potrebbe parlare di bidone dell’immondizia al posto del cuore; perché Valeri si è dimostrato davvero insensibile, di fronte all’impresa sportiva che la piccola Samp aveva compiuto… E se fosse stato un uomo di cuore, avrebbe potuto girarsi dall’altra parte, e fare finta di niente.

Ma adesso c’è la Var, porca miseria.
Che ha preso per un orecchio l’arbitro Valeri, e l’ha costretto a rivedere alla moviola quello che era sfuggito anche agli occhi più allenati.
E così, disgraziatamente, proprio quella Var che noi squadre piccole abbiamo lungamente invocato contro l’arroganza dei grandi, ci si è ritorta contro. E ci ha negato un pareggio che per noi sarebbe stato una specie di medaglia al valore.

Avevo provato a scherzarci su, con un post su facebook che nell’amarezza (sportiva) del momento, mi pareva persino simpatico.
L’ho tolto perché, come al solito, si cominciava ad esagerare.
E questo ha finito di convincermi che al di là dei buoni sentimenti sbandierati ogni tanto, . E dove la cosiddetta “dialettica” (pane e companatico del cosiddetto progresso) è diventata anch’esso una guerra di religione, combattuta tra fanatici contro intransigenti.
Con la televisione che esaspera gli animi, e fa volare gli stracci, pur di ottenere due righe di audience in più. Ho visto litigare forte, ultimamente, per gli argomenti più disparati:l’emergenza criminalità, i migranti, le salette per i fumatori e l’ingresso dei cani dentro ai ristoranti.
E il bello è che tutti avevano in tasca la ricetta giusta, e avrebbero ben saputo cosa fare.

Ma torniamo a Saponara.
E lasciando in un cantuccio il tifoso deluso (che però deve durare dieci secondi) va detto che quello lì, è il famoso, classico “caso limite” che si verifica una volta ogni diecimila partite.
E gli esperti dicono che pur con i mille cavilli del regolamento, il gol era effettivamente da annullare.
Stop.
E porca miseria ladra, aggiungo io.

Poi, la sfortuna vuole che un episodio del genere si verifichi a favore della Juventus.
A tempo scaduto, per giunta.

Ed è questo il problema.
O il bello, a seconda di come la si voglia vedere.

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