Stasera mi è tornata in mente questa storiella, e ve la racconto. Il Maestro Narciso Parigi aveva il suo barbiere personale: lo riceveva ogni mattina…

Stasera mi è tornata in mente questa storiella, e ve la racconto.

Il Maestro Narciso Parigi aveva il suo barbiere personale: lo riceveva ogni mattina nella sua abitazione a Firenze, per la cura quotidiana di barba e capelli.

Narciso Parigi, grande appassionato d’arte, aveva una casa che assomigliava ad un museo, ricolma com’era di dipinti, arazzi, sculture, ceramiche, e quell’umile barbiere si era innamorato di un quadro che il Maestro teneva in una sala, e che rappresentava un normalissimo paesaggio rurale.

Ogni volta che si recava dal Maestro, gli occhi del barbiere si posavano su quel quadro e non si staccavano più… Poco importa che quella tela fosse un’opera quasi senza valore, e firmata da un artista assolutamente sconosciuto.
Il Maestro Narciso Parigi se ne accorse e un bel giorno, al termine della solita sessione giornaliera di barba e capelli, staccò quel quadro dalla parete, e lo regalo’ senza indugio a quel sensibile barbiere.

Successe poi, per quelle coincidenze singolari che accadono nella vita, che l’autore di quel quadro morì, fu rivalutato dai critici e le quotazioni delle sue opere salirono vertiginosamente.
Tanto che quel quadro, che fin lì era definito poco più di una crosta, fu valutato lo sproposito di duecento milioni di lire.

Il barbiere sbiancò. Ma siccome era una persona perbene, si affrettò a riportarlo a quello che considerava il suo legittimo proprietario.
Suonò alla porta, e si trovò davanti il Maestro, in vestaglia.
“Sor Narciso… I’qquadro me l’avete regalato voi… E io non posso permettermi di approfittare del vostro buon cuore.”

Narciso Parigi lo guardò, spalancando gli occhi e fingendo di scandalizzarsi: “O cotesto, ‘icche’ discorso sarebbe? Un regalo gli è un regalo… Ci mancherebbe solo che ora tettu’ me lo restituisca… Quella si che sarebbe un’offesa bella e buona!”.
Sorrise, e gli offrì un bicchierino di vermouth.

Questo aneddoto (verissimo) lo racconto’ un suo caro amico.
Il Maestro Narciso Parigi, che era lì vicino, lo sentì e lo rimproverò aspramente: “Ma ora, icche’ c’entra di annoiare i signori, con codesti discorsi inutili?”.

Io l’avrei abbracciato.

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