Pantani. Lasciarsi morire, fu il passo più logico. Tragico quanto volete. Ma andò così.

Si può anche rimanere indifferenti alla parabola di Marco Pantani. Nessuno ci obbliga a provare pietà, compassione, tenerezza o altro.

L’Italiano sa essere generoso, ma in generale, bada al sodo: è un intrepido moralista, quando deve giudicare il prossimo, e non esita a foderarsi di cinismo, quando gli conviene.

Quando penso a Marco Pantani, per esempio, mi tornano in mente quegli attempati frequentatori di discoteche anni 70-80, che ad ogni bella ragazza che passava davanti avevano un solo, ed invariabile commento: “Ah, questa vorrei proprio vederla la mattina, appena sveglia”.

Non avevano mica tutti i torti.
Perché quelle donne riuscivano davvero irresistibili, ma con una bardatura di trucco e il parrucco che le faceva apparire più belle di quanto non fossero realmente.
La vera bellezza, secondo quegli strampalato personaggio, si collaudava invece la mattina presto, appena alzati dal letto. Quando si parte tutti alla pari, e non ci sono artifizi di sorta.
Nei film degli anni cinquanta, la chiamavano bellezza “acqua e sapone”.

Pantani era, probabilmente, una di queste bellezze.
Forse la bellezza più sgargiante, finchè si parla di bellezza “acqua e sapone”: nel senso che se il ciclismo fosse stato pane, salame e al massimo lo zabaione Pantani avrebbe probabilmente oscurato tutti: da Ullrich, a Indurain, a Virenque, ad Armstrong.

Purtroppo il ciclismo, in quegli anni, aveva smesso da un pezzo di essere pane e salame (e forse non lo era mai stato): così, anche il leggendario Pirata si era dovuto adattare.
Aveva, insomma, dovuto ricorrere al rossetto e al fondotinta, come le tante maliarde da balera che affollavano giriditalia e tourdefrance.
Non avesse fatto così, qualsiasi scalzacane di retrovia (ma con l’Epo a 49,9) lo avrebbe lasciato sulle ruote alla prima collinetta, come effettivamente successe quando tentò di rientrare al termine della squalifica.

Pantani ha pagato tutto questo.
Lui, da solo.
Non è questione solo di umana debolezza, o di fragilità… Nessuno di noi avrebbe resistito a quello sconquasso emotivo di Madonna di Campiglio, e tutti i perché che quelle analisi si portarono dietro.
Si fece strada, forse, l’idea che una vita così profondamente ingiusta non valesse nemmeno la pena di essere vissuta.

Lasciarsi morire, fu il passo più logico.
Tragico quanto volete.
Ma andò così.

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