Circolo ILEIC: Un bellissimo spreco di tempo.

Prendiamo un po’ di tempo per noi, sediamoci e apriamo questo libro meraviglioso: ogni riga sarà una coccola per il nostro animo, trasportato dalla prosa chiara e lineare di Lorenzetti in un viaggio onirico che ci conduce in quel favoloso mondo di emozioni che il calcio e lo sport in generale sanno creare. L’autore spazia dal calcio alla Formula 1, dal tennis al ciclismo (sport che si presta magnificamente all’epica), condividendo con noi le sue memorie e le sue trepidazioni, e dimostrandoci che, in fondo sono anche le nostre. Prefazione di Giancarlo Brocci e Andrea Bacci.

PRO
Un titolo dolcemente ingannatore: il romanzo è sì bellissimo, ma non certo uno spreco di tempo. L’autore ci regala una lezione importantissima: il sale dell’evento sportivo sono le emozioni, che però sono fugaci, fuggevoli. Rimane però il ricordo, quello sì imperituro, poiché non svanisce mai, e si fa più dolce con l’andare del tempo. Lorenzetti ci racconta personaggi, storie, partite epiche, vittorie memorabili, sconfitte roboanti; da ogni sua pagina traspare un amore sconfinato per l’epica che accompagna lo sport e per le palpitazioni che scatena. Si parla di stima incondizionata (quando parla di quelli che lui considera i suoi Maestri), di amore sconfinato per gli idoli giovanili (Villeneuve, Chiorri, ma soprattutto Trevor Francis “la rosa che non colsi”), di drammi (Heysel), gioia per il trionfo (l’Italia Mundial), ma c’è spazio anche per oscuri protagonisti di provincia, o squadre finite nel dimenticatoio (il Beveren, simbolo delle ostiche squadre belghe anni 70 e 80). Ma Lorenzetti è capace di una impresa impossibile: riesce a farci immedesimare totalmente in lui.,quando scomoda il vangelo di Matteo per raccontare la morte di Villeneuve (e i nostri idoli non sono forse semidei per il nostro io bambino?), ma soprattutto quando racconta di un regalo di uno zio, la “Storia critica del calcio italiano di Brera”, tomo voluminoso e piuttosto impegnativo, che “somigliava a un mattone” ma si rivelò alla fine la “chiave per fare l’ingresso in un mondo magico: quello dove si muovono i campioni, e dove una storia di sport può condizionare la Storia, quella con la S maiuscola.” Esattamente quello che è successo a me, ed è successo a tutte le persone alle quali ho fatto apprezzare qualche estratto. E a me, e, ne sono certo, anche a tutti coloro i quali che lo leggeranno succederà che …
“Lo lessi in pochi giorni, godendo di ogni pagina che scorreva, e rammaricandomi al tempo stesso, perché avrei voluto che non finisse mai. Infatti , quando arrivò l’ultima pagina, ero pronto per ricominciarlo daccapo.”

CONTRO
Come trovare difetti in un’opera che fa amare a un interista sfegatato persino il ricordo di uno dei gol subiti più dolorosi di sempre, quello di Hateley? Se c’è un rimpianto che lascia quest libro, è uno e uno solo: vorresti che Lorenzetti ne scrivesse subito un altro, e poi un altro ancora….

UN ESTRATTO
(impresa titanica scegliere un unico estratto)

Bert Trautmann era stato soldato della Wehrmacht, e aveva impresso a fuoco il marchio della colpa, in quegli anni di ferite ancora freschissime. Ma fu un uomo e un calciatore esemplare.
Quando tornò al “suo” Maine Road, prima di morire, era vecchio e ormai aggredito dal morbo di Alzheimer. Difficile riconoscere in quella larva d’uomo ridotto in una carrozzina, il portiere più meraviglioso della storia del Manchester City.
Il pubblico rimase un po’ interdetto. Poi cominciò un leggero mormorio: dalle tribune si levò qualche timido applauso che nel giro di pochi istanti divenne oceanico, con tutti i tifosi che balzarono in piedi in una standing ovation come non era mai stata tributata a nessuno.
“Legend!” gli urlarono in coro.
Raccontano che il grande Bert Trautmann, nel suo ultimo barlume di lucidità, riuscì a commuoversi.
Ecco cosa è il calcio.

UN BELLISSIMO SPRECO DI TEMPO
AUTORE : Riccardo Lorenzetti
CASA EDITRICE : Absolutely Free Libri, 234 pagine, 2020

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