Sean Connery: pazzesco ne “Il Nome della Rosa” e sublime in “Caccia a Ottobre Rosso”

Non era solo enormemente bravo. Aveva anche una classe che o ce l’hai o non ce l’hai. E poi gli facevano sempre interpretare i ruoli più belli.Specie nel decennio ’80- ’90, dove si era un po’ scrollato di dosso il mito di eterno 007 (ormai troppo ingombrante) e si proponeva per quello che era: un attore fantastico.Ricordo un Robin Hood da niente, sarà stato il 1990… Una bojata colossale che aveva l’unico intento di spillare denaro agli allocchi del sabato sera grazie alla presenza (nemmeno troppo convinta) di Kevin Costner, fresco di Oscar per “Balla coi Lupi”.Il film si trascinava stancamente fino a quando, negli ultimi cinque minuti, arrivava Sean Connery. Nell’interpretazione perfetta (e ruffianissima) di Riccardo Cuor di Leone che è appena tornato dalle Crociate, giusto in tempo per celebrare le nozze tra Kevin e Lady Marian.E lì, ricordo, la gente in sala dette fuori di matto, prorompendo in un’ovazione più da teatro che da cinematografo.”Beh… Certo che i cinque minuti di Sean Connery valgono tutto il resto del film”, commentavano gli spettatori all’uscita. Non aveva fatto niente di speciale, ma era “speciale” lui. E a me pareva di vedere i tifosi della Juve quando entrava in campo Del Piero, o quelli dell’Inter dopo un passaggio di Mario Corso.Il Sean Connery-007, se posso dire, mi ha sempre convinto poco. Eliminare un avversario legandolo ad una sega rotante, che poi magicamente si inceppa a mezzo centimetro, mi sembrava anche allora una cosa abbastanza ridicola: ma capisco che era un problema di sceneggiatura, e non dell’attore. A me, per esempio, piace da matti Daniel Craig, e lo reputo il migliore degli 007 possibili. Ma quando lo dico, c’è gente che mi guarda come se avessi bestemmiato in chiesa. Sean Connery l’ho trovato favoloso ne “Gli Intoccabili”, per esempio: film che mi procura il classico “Effetto-Trinita” (nel senso che ogni volta che lo danno, sono davanti alla tv a guardarlo).Addirittura pazzesco ne “Il Nome della Rosa” e sublime in “Caccia a Ottobre Rosso”, che sono due tra i film che porterei nella classica isola deserta: ma anche lì non era questione solo di Sean Connery: e allargherei, piuttosto, l’eventuale standing ovation agli autori di trama, sceneggiatura e dialoghi.E, sempre in quegli anni lì, Highlander. Dove interpreta il ruolo più bello e commovente, e finisce per oscurare il divo del momento, che era Christopher Lambert… Autore di chiassosissimi duelli di cappa e spada e sguardi languidi, ma che non può nulla, alla fine, contro la classe del Maestro.Un film ruffiano, e non memorabile nemmeno quello. Ma che incassò parecchio, all’epoca. Ricordo la colonna sonora: “Who wants to live Forever”, cantata da Freddie Mercury. Un altro di quei tipi alla Sean Connery… Capaci di mettere in secondo piano tutto quello che avevano intorno. Ti sia lieve la terra.

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