E quanto sia importante il volersi bene, e il riconoscersi fratelli. Addio 2020. Benvenuto 2021.

Penso che la giornata più bella del paesello, in questo disgraziato 2020, sia stata proprio quella del primo agosto. E non perché fu la giornata dove presentammo il mio libro in piazza, e poi ci fu lo spettacolo di Manfredi, Bartoli e Waldergan. Cioè, anche per quello (fuor di ogni vanità), ma soprattutto perché fu la volta che il paese si riappropriava di se stesso e dei suoi spazi, dopo il lockdown. E lo faceva con semplicità, senza niente di speciale: fu per tutti noi una specie di libera uscita dopo i mesi della paura e dell’isolamento, per percepire quanto fossimo usciti effettivamente migliori di prima, con gli striscioni alle finestre e le canzoni dal balcone. Fu proprio quella sera, tra i tavolini in piazza, gli spritz, gli apericena e il sorriso ritrovato, che il nostro Sindaco parlò per la prima volta di una comunità finalmente aperta, consapevole di aver tutto per essere felice: a cominciare dall’entusiasmo e da l’ottimismo di quei ragazzi che vi si erano impegnati in concreto, dando vita alla Cooperativa di comunità, a Palazzo Brandano, al Ristorante e a tutto il resto.E si disse, tra le righe, di quanto ci fosse bisogno di un cambiamento.Cambiare per guardare avanti. Ma anche di quanto fosse difficile un’operazione del genere, perché invece abbiamo preso l’abitudine a voltare la testa all’indietro, e siamo diventati nostalgici.Nostalgici di tutto: dei Queen e del Mondiale dell’82. Di Bernacca, di Novantesimo Minuto e di Canzonissima. Dei Bagnacci, dei ciringummi di Spartaco e di quando Duina, alla Contea, vendeva i giornali e le figurine.E paradossalmente, lo spettacolo che applaudimmo nella sera parlava proprio di quello: ma ci faceva capire anche quanto possa essere pericolosa tutta quella nostalgia, che il paesello non si può più permettere. Il guardare avanti è un impegno che bisognava prendere davanti a tutti quei ragazzi, per ringraziarli della fiducia verso la comunità: e questo fu il senso di quel bellissimo primo agosto, mentre una caldissima luna estiva illuminava quello che restava della sera, indugiando sulla magnifica rotonda del giardino.Una volta, tanti anni fa, chiesero a Giovanni Machetti (Nanni del Tordo) di organizzare una gara podistica. E quella corsa riuscì molto bene, perché Nanni fu bravissimo a coinvolgere alcune società sportive di Firenze, ma soprattutto i riottosi Petroiani. Stanando la gente casa per casa, e invitando tutti ad iscriversi; persino quelli che non avevano mai corso in vita loro. E se qualcuno eccepiva, Nanni rispondeva serafico: “Beh… Se vieni, saremo uno in più.”. Così, senza bisogno di dire altro.E funzionò.Forse, quello stesso ragionamento dovremmo applicarlo adesso. Semplicemente.Partecipare, quando organizzano una corsa di biciclette, pur senza essere ciclisti. Partecipare, quando proiettano un film, anche se non sei un appassionato, o quando giocano la partita, anche non sei tifoso. E quando, magari, il vicino di posto non ti sta nemmeno simpatico. Ma potrebbe essere, quella, l’occasione per farselo piacere un po’ di più. Per ribadire, una volta di più, che in un paese tanto più alta è la qualità della vita quanto maggiore è l’affiatamento tra la gente che vi abita. E quanto sia importante il volersi bene, e il riconoscersi fratelli.E’ il segreto di Pulcinella, ma è proprio di questo (disse anche il Sindaco) che il paesello ha bisogno. Addio 2020. Benvenuto 2021.

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.